Una storia vera

Sinossi

Sceneggiatura basata sulla vicenda umana e artistica di Mario Castelnuovo Tedesco

Musica perseguitata

Dicembre 1937. Mario Castelnuovo Tedesco, compositore fiorentino affermato a livello internazionale, è al lavoro sulla partitura de I Giganti della Montagna, l’ultima opera incompiuta di Luigi Pirandello. Mario riceve la visita di Giulio Bignami, giovane violinista e suo collaboratore: Bignami, che avrebbe dovuto eseguire per la radio italiana (l’EIAR) il Concerto per Violino e Orchestra numero 2 “I Profeti“, che Mario aveva scritto per il grande violinista americano Jascha Heifetz, riferisce che tale esecuzione, da tempo in programma, è stata improvvisamente e misteriosamente annullata. Mario riferisce la cosa alla moglie Clara Forti, ai fratelli Ugo, avvocato, e Guido, ingegnere, e al cognato Fernando Liuzzi, importante musicologo, autore della prima trascrizione moderna del Laudario di Cortona. Pur disturbato, Mario decide di non dare troppo peso alla cosa. Inizia, però, a preoccuparsi seriamente quando, due settimane dopo, l’EIAR proibisce l’esecuzione del celebre Concerto per Violino e Orchestra di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Per cercare chiarimenti, Mario scrive al gerarca fascista Alessandro Pavolini, suo amico d’infanzia, che risponde evasivamente, e a Gabriele D’Annunzio, il quale non sa dare spiegazioni. La famiglia di Mario inizia a perdere la serenità a cui era abituata.

Nella primavera del ’38, Mario si trasferisce per un mese e mezzo a Usigliano di Lari, nell’entroterra pisano, nella grande e bellissima villa della famiglia di Clara, per lavorare in solitudine ad un’opera per marionette a cui tiene molto, Aucassin et Nicolette. Durante questo momento di tranquillità, mentre è totalmente impegnato nell’attività compositiva, Mario ricorda alcuni importanti momenti della sua formazione e della sua successiva carriera: gli studi con Ildebrando Pizzetti, l’amicizia con Giacomo Puccini e l’importante serata in cui il suo Concerto “I Profeti” fu eseguito da Heifetz e Vittorio Gui a Firenze nel 1934. Tornato a Firenze, Mario trova il figlio minore, Lorenzo, malato di poliomielite: il bambino viene ricoverato all’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova. Intanto, la campagna di stampa contro gli ebrei si intensifica; al dramma della persecuzione razziale si somma quello della malattia di Lorenzo. Lorenzo riesce a guarire. A luglio, i Castelnuovo Tedesco si trasferiscono, come loro abitudine, a Castiglioncello per le vacanze estive. Pietro, il primogenito, trascorre alcune settimane in un collegio in Svizzera. A fine agosto, Mario lo va a riprendere.

SCENA 18. ESTERNO. UN PARCO PUBBLICO – GIORNO.

UGO
È difficile capire cosa stia succedendo. Comunque, il concerto con le musiche per I Giganti della Montagna si terrà e sarà trasmesso alla radio, no?

MARIO
Sì: anche se penso per rispetto verso Pirandello, e, forse, per la curiosità che c’è riguardo alla mia musica, dopo le polemiche che ci sono state.

Sulla via del ritorno, alla stazione centrale di Milano (il 2 settembre), Mario e Pietro leggono che il regime fascista ha promulgato le prime leggi razziali: i primi provvedimenti stabiliscono che i ragazzi e gli insegnanti ebrei dovranno essere espulsi da tutte le scuole del Regno d’Italia. Mario e tutta la sua famiglia restano profondamente turbati; Pietro, che ama gli studi e la scuola, è disperato. Mario decide rapidamente che la soluzione migliore, per lui e per la sua famiglia, consiste nell’abbandonare l’Italia, e che la meta ideale sono gli Stati Uniti d’America: Mario, dunque, inizia le pratiche per l’espatrio, che, fin da subito, si rivelano essere lente e complicate. Nel Natale del 1938, il grande chitarrista spagnolo Andrés Segovia si reca a Firenze a trovare Mario, e cerca di rassicurarlo. Heifetz riesce a far avere a Mario il documento necessario – un affidavit – per consentirgli l’ingresso in America. È necessario, però, ottenere anche, dallo Stato italiano, il permesso di espatrio. Mario si reca prima a Napoli, dove ha un ottimo colloquio col console statunitense, e poi a Roma, dove, invece, il funzionario addetto al rilascio dei permessi di emigrazione gli dice che, al massimo, il permesso sarà rilasciato solo a lui e non al resto della sua famiglia. Mario bussa a varie porte al Ministero dell’Interno, sempre invano. Poi, con l’aiuto di Mario Labroca, un collega che, per ragioni d’ufficio, aveva facile accesso nelle alte gerarchie, riesce finalmente a farsi rilasciare il permesso per espatriare: con la sua famiglia, dunque, si prepara alla partenza. Con molto dolore, Mario e Clara si separano dalle loro rispettive famiglie d’origine, e partono per gli Stati Uniti.

"Non possiamo permettere che ai nostri figli sia fatta questa ingiustizia."
Mario Castelnuovo Tedesco
Firenze

43

anni in italia

30

anni in america

210

numeri d'opera

70

colonne sonore

Una vita tra due terre e l'oceano

La musica di Mario Castelnuovo Tedesco ebbe successo fin dalla metà degli anni '10. Nel 1938 egli era all'apice della sua carriera: le leggi razziali gli tolsero tutti i diritti. Negli Stati Uniti compose molte colonne sonore cinematografiche, tra cui quella per il film di René Clair "Dieci piccoli indiani" (1945). Prese la cittadinanza americana e divenne il maestro dei più importanti compositori statunitensi di musica per film (tra cui John Williams, Jerry Goldsmith, Henry Mancini). Oggi riposa accanto alla moglie nel Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park Cemetery di Los Angeles.

Firenze
Nasce nel 1895
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FI 1895 - LA 1968
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La fuga nel 1939
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